La Torre di Leandro di Istanbul, misteriosa ed enigmatica

Vi racconto come ho scoperto la storia della Kız Kulesi o Torre di Leandro, luogo misterioso ed enigmatico situato all’ingresso del Bosforo, nel distretto di Üsküdar, ad Istanbul.

“Papà, c’è una isola in mezzo al Bosforo, la vedi? Papà c’è pure una torre, guarda….sembra un faro! Come quello di Alessandria! O forse è una torre….papà come si chiama quel posto? Quel luogo così vicino ad Üsküdar ma per sempre isolato, si chiama Kız Kulesi. Molti lo conoscono come la Torre di Leandro.

Oggi vi si può andare per mangiare nel suo ristorante o per sorseggiare una bibita nel suo caffè. Ma che luogo misterioso si disegna ai nostri occhi quando si arriva ad Üsküdar, autentico quartiere di Istanbul sulla riva orientale. 

Rimasi meravigliata dalla bellezza della struttura ma anche incuriosita. Perché vi era una torre su questo isolotto al largo del distretto? Chi l’aveva costruita? E perché? Città millenaria, sapevo fin da subito che ci sarebbero state storie e leggende intorno alla torre di Leandro che ho sempre conosciuto come Kız Kulesi. Mio padre non sapeva nulla delle leggende della torre, mi rispose facendomi l’occhiolino e dicendo, “appena lo scoprirai raccontamelo!”

La curiosità che avevo da bambina, da adolescente e anche da adulta, mi ha sempre spinta a scoprire e cercare risposte. Amante della storia, non potevo non saperne di più. Ero adolescente, quindi a chi potevo chiedere? La mia scelta si posò quasi subito su un mio zio materno, ingegnere e uomo colto, ma purtroppo sempre impegnato. 

Decisi quindi di disturbarlo senza troppi scrupoli, ero la nipotina francese che vedeva poche volte all’anno e non poteva rifiutare una mia richiesta. Dovevo portarlo comunque a non avere scelta.

Era un fan accanito dei Queen, che tra l’altro piacevano anche a me. Dovevo sfruttare questo vantaggio per avvicinarlo. A quei tempi ascoltare musica rock “straniera” era più raro di oggi, tutti ascoltavano Muslim Gurses, Muazzez Abaci, Sezen Aksu, Zulfu Livaneli o altri cantanti pop come Mustafa Sandal, Levent Yuksel e tanti altri, che piacevano tanto anche a me, ma quel giorno contavano solo i Queen

Mi feci trovare nella sua stanza, a casa di mia nonna, che di solito era zona off limit per tutti quanti. Seduta sul suo divano ascoltavo Bohemian Rhapsody a volume abbastanza alto perché lo potesse sentire mentre saliva le scale dopo una giornata di lavoro.

Sentii che stesse aprendo la porta d’ingresso, si tolse le scarpe e con un passo più veloce del solito entrò nella stanza e mi guardò con occhi spalancati, sorpresi e forse un po’ arrabbiati, come per dire “che fai nel mio regno, esci subito”, ma non disse niente, mi osservò.

Ero seduta sul suo divano con la custodia del cd dei Queen in mano e dissi “ ciao zio! Sai che adoro i Queen? Questo brano è il mio preferito. Era divertito per la mia arroganza e mi chiese “perché, ne conosci altri?”, come per mettermi alla prova e farmi uscire allo scoperto. Mi alzai e fiera gli dissi “certo”! The show must go one! I want to break free…”, rimase qualche secondo ad osservami, forse lo avevo spiazzato un po’.

Passeggiando per la sua minuscola stanza di cui era cosi geloso, aggiunsi “lo sai che in realtà non si chiama Freddy ma Faruk, ed è nato in Zanzibar da una famiglia parsi?” E’ stato il colpo di grazia, non so se lo sapesse in effetti, ma intanto sono entrata nelle sue grazie. 

Iniziò a farmi vedere il cd dei Police e forse qualcosa dei Genesis. Colsi l’occasione per raccontargli che pochi giorni prima, da lontano, avevo visto la torre di Leandro, distrattamente annuii dicendo che era giusto girare la città e scoprirla come si deve.

“Sei nata e cresciuta in Francia ma se vuoi fare strada devi sapere da dove vieni, certo Istanbul non è la tua città natia ma scoprirla e conoscerla ti aiuterà a capire la storia del tuo paese d’origine”. (Se vuoi saperne di più clicca su questo link https://www.ilsalottoturco.com/le-rive-delleufrate-tappa-finale-di-un-lungo-viaggio/ ). Per l’appunto zio, mi sai dire qualcosa di più su questa torre….tanta fatica per arrivare a una semplice domanda! 

“Forse è un posto che serviva per rinchiudere le giovani fanciulle troppo curiose! Forse genitori intimoriti rinchiudevano la figlia che aveva troppa voglia di libertà! Rise e aggiunse “una storia narra che ogni notte, il giovane Leandro vi raggiungeva a nuoto la sua amata Hero, una sacerdotessa di Afrodite che pregava la sua dea sulla minuscola isola”.

Hero, di notte, aiutava il suo amante mettendosi al piano più alto della torre con una torcia in mano per aiutarlo a raggiungerla. Una notte, le cose non andarono come dovevano, la torcia della ragazza, per colpa dei forti venti, si spense. Il giovane, senza la luce della sua amata, si perse e annegò. La mattina seguente, Hero vide il corpo del suo amato sulla spiaggia e per la disperazione, si lanciò dalla torre e morì.

“Da quel momento la torre venne chiamata torre di Leandro”, raccontava questa leggenda greca con tanto entusiasmo. Sembrava quasi reale. Immaginavo il giovane Leandro nuotare ogni notte per raggiungere l’amata sacerdotessa, ma il dramma avvenne. Le acque del Bosforo portarono via un’altra vita.

“Ma esiste un altra leggenda, più recente, che risale all’Impero Ottomano. Si narra che una sacerdotessa informò un sultano che un serpente avrebbe morso la sua adorata figlia il giorno dei suoi 18 anni. Sommerso dal dolore e dalla paura, il sultano fece rinchiudere la sua preziosa figlia nella torre per proteggerla. Ma come ci si può proteggere contro un oracolo? Come ci si può proteggere contro la fatalità? Come in tutti i racconti greci, si sa che prima o poi le profezie si avverano. 

Gli anni passavano e con essi la paura della profezia. Quando arrivò il giorno fatidico dei 18 anni della fanciulla, suo padre, il sultano, le portò una sontuosa cesta di frutta. Ebbene, nella cesta era nascosto un serpente che morse la fanciulla che morì sul colpo. La disperazione del padre fu tale che la torre venne chiamata Kiz Kulesi, ossia la torre della ragazza o della vergine. 

Grazie zio. 

L’isola si trova a circa 200 metri dalla riva asiatica di Istanbul. La torre di Leandro ha avuto diverse funzioni durante i suoi lunghi secoli di esistenza. Fu un posto di blocco, faro, ospedale, ma anche una stazione radio militare, oggi accoglie i turisti nel panoramico caffè ristorante. 

La misteriosa torre è uno di quei luoghi che rappresentano la città di Istanbul. Tappa imprescindibile di ogni visita alla città.

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